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Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme PDF Stampa E-mail
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Santa Croce in Gerusalemme fu edificata nel luogo dove erano i palazzi dell'Imperatrice Elena, la madre di Costantino I, presso il Laterano.

Santa Corce in Gerusalemme

Santa Croce in Gerusalemme (lat. Sanctae Crucis in Hierusalem) fu edificata nel luogo dove erano i palazzi dell'Imperatrice Elena, la madre di Costantino I, presso il Laterano. Vi erano conservati, secondo le fonti contemporanee, la reliquie della croce.
La chiesa si trova a poco meno di 1 km ad est del Laterano, sulle Mura Aureliane. Fu ricavata dal Palazzo Sessoriano, che risaliva al III secolo e che era stato la dimora degli ultimi imperatori. Una sala di questo palazzo, lunga 36,5 m e larga 21,8 m fu adattata nel 350 a chiesa.
Sotto Papa Lucio II, nel XII secolo, la chiesa fu restaurata e più tardi dotata, come dimostrazione di potere, di una torre. Durante il Rinascimento ed il Barocco furono apportate altre modifiche, che distrussero completamente l'aspetto originario della chiesa. In particolare va segnalata la ristrutturazione barocca, commissionata da Benedetto XIV a Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini, autori della bella facciata e dell'atrio ovale, una delle ultime detrivazioni architettoniche da Borromini prima dell'avvento del neoclassico. Attualmente parte degli affreschi originari del vecchio edificio sono custoditi nel Museo.
Dall'inizio del XII secolo fino al XVI secolo alla chiesa era annesso un convento di certosini.
Il riadattamento della sala sala del palazzo fu intrapresa per ospitare una serie di reliquie relative alla Crocefissione di Gesù. Tra queste ci sono parti della stessa croce di Cristo, una croce di uno dei due ladroni, la spugna imbevuta d'aceto, parte della corona di spine, un chiodo della croce nonché il cartiglio con sopra la scritta INRI. Queste reliquie furono riportate dalla Imperatrice Elena dopo il suo viaggio in Terra Santa. La loro autenticità non è certa. Le reliquie della Passione del Signore sono ora conservate nel "Santuario della Croce" che è stato ricavato nell'antica Sacrestia della Basilica.
Nella chiesa si trova la Cappella di Sant'Elena, il cui pavimento doveva essere coperto con terriccio proveniente dalla Terra Santa. Poiché questa superficie veniva ascritta alla Terra Santa, che dieda alla chiesa il nome particolare di In Gerusalemme.
Le guide dei Pellegrini tardo medioevali consideravano questa cappella così santa che non vi era consentito l'accesso alle donne, divieto che era applicato anche al Sancta Sanctorum della cappella dei palazzi Laterani. Del 1485 circa, è lo splendido mosaico, disegnato da Melozzo da Forlì e restaurato da Baldassarre Peruzzi, della Cappella di Sant'Elena, "Gesù benedicente attorniato dagli evangelisti", che riprende motivi paleocristiani. Da segnalare, sempre nella cappella di S. Elena, la temporanea presenza di tre pale d'altare eseguite nel 1601.
La ristrutturazione settecentesca portò ad un totale rinnovamento dell'ambiente interno, che fu decorato nella volta da tre grandi tele del molfettese Corrado Giaquinto, uno degli artisti più celebrati dell'epoca.
Un altro tesoro è l'icona musiva del XIV secolo, situata oggi nel Museo della Basilica, che avrebbe fatto fare papa Gregorio Magno, dopo una visione di Cristo. È circondata da una cornice di legno, molto grande, che lascia poco spazio per l'icona stessa.

 
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