Skip to Roma

Roma: Guida online

Loading...

Dormire a Roma

Hotel - alberghi - Ostelli - Appartamenti 

Prenota online e risparmia in tutta sicurezza! Ricerca gli hotel di Roma.

 

Annunci

Rielaborata architettonicamente da Valadier nel 1834, negli ultimi due anni Piazza del Popolo si è trasformata in un elegante isola pedonale.

 


Leggi tutto...
 
Default Roma screen resolution  Wide Roma screen resolution  Increase Roma font size  Decrease Roma font size  Default Roma font size 
Sei qui:    Guida di Roma.net arrow I personaggi di Roma arrow Michelangelo
Michelangelo PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Indice articolo
Michelangelo
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6

Michelangelo a Roma: vita e opere di un grande artista a Roma

MICHELANGELO

«Michelagniolo», come si firmava, «Michelagnolo», come fu annotato dal padre nelle sue Ricordanze, nacque, secondo di cinque fratelli, nel castello di Caprese nel Casentino da Lodovico Buonarroti Simoni, podestà di Caprese e Chiusi. Da parecchi scrittori, fra i quali Ascanio Condivi scolaro e amico dell'artista, che scrisse una sua biografia, Vita di Michelagnolo Buonarroti (1553), è stato asserito che la famiglia discendesse dai conti di Canossa, ma lo studio dei documenti antichi non conferma la notizia. Quando il padre tornò a Firenze, Michelangelo fu messo a balia dalla moglie di uno scalpellino di Settignano, tanto che Giorgio Vasari nelle sue Vite (1568) ricorda che scherzando con lui un giorno gli disse: «Giorgio, s'i'ho nulla di buono nell'ingegno, egli è venuto dal nascere nella sottilità dell'aria del vostro paese d'Arezzo, così come anche tirai dal latte della mia balia gli scarpegli e 'l mazzuolo con che io fo le figure». Dato il suo amore per il disegno fu messo dal padre nella bottega di Domenico e Davide Ghirlandaio per impararne l'arte. Lasciato il Ghirlandaio in seguito a contrasti, molto probabilmente dovuti a invidie e gelosie del maestro nei confronti dei rapidi progressi del discepolo, nel 1490 andò nel Giardino dei Medici sulla piazza di San Marco a studiare scultura sotto la guida di Bertoldo di Giovanni, allievo di Donatello.  

Michelangelo a Roma
Giulio II della Rovere (1503-13) a Roma era rivolto a ricostituire la grandezza della Chiesa. Riprendendo il programma di papa Sisto IV con sicurezza e audacia egli rinnovò e ampliò la città chiamandovi i migliori artisti del momento. Ideò progetti grandiosi come quello della basilica di San Pietro e la sua tomba. A realizzarla fu chiamato nel 1505 Michelangelo, che si recò nella cave di Carrara per scegliere i marmi adatti. Fu in questi luoghi che all'artista venne l'idea di scolpire un colosso in uno di quei monti; e certo l'avrebbe fatto, scrive Condivi, tanto che da vecchio ancora si rammaricava che quella «pazzia venutami per l'età non fosse stata realizzata». Il primo progetto (1505) del sepolcro, che superava «ogni antica sepoltura», concepito come una grandiosa scultura sepolcrale, non fu compiuto. Mentre attendeva i marmi per la sua realizzazione Michelangelo e Giovan Cristoforo Romano in qualità di «primi scultori di Roma» andarono a prendere visione della statua greca di Laocoonte appena ritrovata: si presentava un'ulteriore occasione per studiare e ricordare la statuaria classica, accresciuta dalle nuove scoperte archeologiche che furono rivelatrici di quella bellezza cui aspirava sempre e si manifestava più chiaramente nella figura umana: una figura irruente di forza giovanile. Il progetto accantonato del monumento sepolcrale riempì la fantasia di Michelangelo anche quando accettò di nuovo di lavorare per Giulio II dopo ampi contrasti che l'avevano indotto ad abbandonare per breve tempo Roma.  Non solo questi erano stati i motivi della sua improvvisa partenza; in una lettera a Giuliano di Sangallo Michelangelo afferma di temere di essere assassinato: «Basta che la mi fé pensare, s'i' stavo a Roma, che fussi fatta prima la sepoltura mia che quella del Papa». Pare che Bramante cercasse in ogni modo di ostacolare il lavoro di Michelangelo e di farlo allontanare dalla città. Comunque sia, Giulio II incaricò l'artista di affrescare la Cappella Sistina, con una tecnica certo a lui desueta ma non sconosciuta, come si è creduto fino agli ultimi restauri che termineranno nel 1990.


 
< Prec.   Pros. >