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Piazza Navona è una delle più antiche e ricche di storia tra le piazze di Roma. La piazza deve la sua forma allungata alla costruzione originaria di uno stadio, qui realizzato dall'imperatore Domiziano. |
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I personaggi di Roma
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Renato Zero, uno dei cantanti più amati dal pubblico italiano e dai suoi fedelissimi sorcini. Biografia e canzoni di renato Zero RENATO ZEROLe origini Giovanissimo inizia a travestirsi ed esibirsi in piccoli locali, assumendo come sfida verso i tanti denigratori ("Sei uno zero", è la frase che si sente ripetere più spesso), proprio il nome di Renato Zero. A 14 anni ottiene il suo primo contratto, al Ciak di Roma per 500 lire al giorno. Le prime esperienze artistiche sono nel gruppo I collettoni che fa da supporto ad una giovanissima Rita Pavone registrando anche alcuni fortunati Caroselli per una nota marca di gelato. Nel 1965 incide i primi brani: Tu, Sì, Il deserto, La solitudine, che non verranno mai pubblicati. Per il primo singolo bisogna aspettare il 1967: "Non basta sai/In mezzo ai guai", prodotto da Gianni Boncompagni, vende 20 copie. Lavora come comparsa in un paio di film di Fellini e fa parte del cast della versione italiana del musical Hair, insieme, fra gli altri, a Loredana Bertè e Teo Teocoli. Renato Zero instaura col suo pubblico un legame fortissimo,anche grazie al suo lato umano e profondo, e via via negli anni cattura un pubblico sempre più numeroso, unico per assiduità ed adesione , al limite dell'idolatria: i cosiddetti sorcini, termine che alla lunga ha sostituito quello originario di "zerofolli", coniato a metà degli anni settanta. Tra Renato e il suo pubblico il rapporto è di amore totale e incondizionato, come può testimoniare chiunque abbia assistito ad almeno un suo spettacolo. La leggenda vuole che nel 1980 trovandosi a Viareggio mentre si recava in auto al ristorante "Da Beppino", assediato dai fan che con i motorini sfrecciavano da tutti i lati, disse: "sembrano tanti sorci". Nel 1981 ai suoi fan l'artista dedicò il brano "I figli della topa', inserito all'interno di Artide e Antartide, un doppio album che lo stesso Renato considera uno dei più riusciti della sua carriera. Da quel momento i suoi ammiratori sono diventati sorcini e il cantante, per analogia, il re dei sorcini.
Renato ha dato una sua definizione di “zero”,nella quale si identifica: “Zero per ripicca verso il mondo, perché questo numero non esiste ma è alla base di tutto e poi è rotondo e quindi non ha inizio e non ha fine, come la luna, il sole, l'embrione, l'infinito. Zero, come sfida, come simbolo, come entità ricorrente”.
Di lui hanno detto: |
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