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La Via Appia, un itinerario che ripercorre una delle principali strade di Roma Antica
La Via Appia Antica
Una bella passeggiata da fare a piedi o in bicicletta è quella lungo la Via Appia Antica, che nei giorni festivi è chiusa al traffico.
La più antica delle strade consolari è una testimonianza importante del genio pratico dei romani che concepivano il loro sistema viario come modo di prendere possesso del mondo e dominarlo. I grandi rettilinei permettevano di spostare le truppe in maniera rapida ed efficiente e favorivano gli scambi commerciali. Nel costruirli, i romani non assecondavano la natura del territorio ma lo modificavano bonificando paludi, costruendo ponti e tagliando colline. Percorrendo il tracciato antico, costituito da strati sovrapposti di materiali diversi, si comprende come la carreggiata fosse larga a sufficienza da permettere la viabilità nei due sensi e che gli ampi marciapiedi fossero destinati a chi viaggiava a piedi. La quiete odierna, con i lunghi filari di pini e cipressi alternati a resti di monumenti funebri, e la vista dei Colli Albani in lontananza, sembra rendere ancora più remoto il traffico di uomini e mezzi che animava un tempo questa strada, rievocato dai segni prodotti dalle ruote dei carri sui lastroni di basalto. Eppure, forse nel corso di queste giornate romane la distanza tra il passato e il presente si è accorciata e si può ripartire portandone un po’ con sé.
In particolare ci soffermiamo sul tratto che dalla Porta di San Sebastiano va fino a Capo di Bove, ritenuto il tratto extraurbano della via, che arriva in realtà fino a Casal Rotondo. Il tratto urbano è invece quello che va dalle Terme di Caracalla alla Porta stessa, che potrebbe essere un'altra interessante passeggiata da fare attraverso la storia.
L'Appia Antica era la più importante delle vie consolari che da Roma arrivava fino a Capua e che in seguito fu allungata fino a Brindisi. Era infatti chiamata la "regina viarum", questo anche per i numerosi e splendidi monumenti sepolcrali che la circondavano e di cui tuttora abbiamo testimonianze.
Superata la Porta di San Sebastiano, poco dopo percorrendo linearmente la via, ci troviamo nella piccola Chiesa di S.Maria in Palmis, ora conosciuta come la Chiesa del Domine quo vadis?, come fu chiamata secondo la leggenda che narra che tale sia stata la domanda rivolta da S. Pietro a Gesù. Di fronte alla chiesa si trova la Via Ardeatina, che si stacca da Via Appia Antica poco dopo la tomba romana di Priscilla. Percorrendola, dopo circa 1 km, ci si trova alle Fosse Ardeatine, tristemente note perchè ricordano l'episodio dell'uccisione di 335 italiani, per lo più ebrei, vittime dei tedeschi che intendevano rivendicare con questa strage l'attentato di Via Rasella. E' possibile da qui ritornare sull'Appia, percorrendo il Vicolo delle Sette Chiese. Ci si trova ora nei pressi delle Catacombe di S.Callisto e dall'altro lato della via sono invece le Catacombe ebraiche di Vigna Randanini, uniche necropoli giudaiche a Roma insieme a quelle di Villa Torlonia.
Proseguendo sulla via arriviamo alla Basilica di S.Sebastiano, che fu vittima delle persecuzioni di Diocleziano. Al Santo, la basilica venne dedicata dopo che vi fu deposto il suo corpo, mentre in origine era dedicata agli apostoli Pietro e Paolo. Meritano una visita anche le catacombe poste nei sotterranei, a cui si accede attraverso una scala.
L'Appia Antica prosegue poi per un lungo tratto quasi deserto, costeggiato da cipressi e pini e qua e là da antichi resti romani. Riconoscibile tra questi il tumulo individuato come la Tomba dei Curiazi. Proseguendo ancora, di notevole interesse risultano la Villa dei Quintili, i cui resti sono detti Roma Vecchia, e Casal Rotondo, il più grande sepolcro posto sulla Via Appia. |