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Rielaborata architettonicamente da Valadier nel 1834, negli ultimi due anni Piazza del Popolo si è trasformata in un elegante isola pedonale.

 


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La Cappella Sistina è conosciuta in tutto il mondo sia per essere la sala nella quale si tiene il conclave, che per essere stata decorata da Michelangelo Buonarroti.

LA CAPPELLA SISTINA

La Cappella Sistina, situata alla destra della Basilica di San Pietro, venne costruita tra il 1475 ed il 1483, all'epoca di Papa Sisto IV della Rovere.
È conosciuta in tutto il mondo sia per essere la sala nella quale si tiene il conclave, che per essere stata decorata da Michelangelo Buonarroti.
La cappella è di forma rettangolare e misura 40,93 metri di lunghezza per 13,41 di larghezza, l'altezza è di 20,70 metri, il pavimento è composto da tarsie policrome in marmo ed una transenna in marmo che divide la cappella in due parti; quella più ampia è riservata alle cerimonie religiose, quella più piccola è per i fedeli.
Durante le cerimonie importanti, i muri laterali sono coperti da alcuni arazzi di Raffaello che riproducono eventi tratti dai vangeli e dagli atti degli apostoli.
I dipinti sui muri vennero eseguiti da Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Luca Signorelli.
Michelangelo Buonarroti venne incaricato da Papa Giulio II della Rovere, per ridipingere il soffitto, che originariamente raffigurava delle stelle dorate su un cielo blu.
Michelangelo dipinse il Giudizio Universale sopra l'altare, lavoro commissionato da Papa Paolo III Farnese.
Il primo strato di gesso cominciò ad ammuffire perché era troppo bagnato. Michelangelo dovette rimuoverlo e ricominciare da capo, ma provò una nuova miscela, chiamata intonaco, creata da uno dei suoi assistenti, Jacopo l'Indaco.
Michelangelo venne incaricato di dipingere solo 12 figure, gli apostoli, ma quando il lavoro fu finito ve ne erano presenti più di 3.000.
Il Giudizio Universale fu oggetto di una pesante disputa tra il Cardinale Carafa e Michelangelo: l'artista venne accusato di immoralità e oscenità, poiché aveva dipinto delle figure nude all'interno della più importante chiesa della cristianità, perciò una campagna di censura venne organizzata per rimuovere gli affreschi. Il Maestro di Cerimonie del Papa, Biagio da Cesena, disse che l'affresco era più adatto a un bagno termale che a una cappella, e così, Michelangelo, raffigurò i suoi tratti nella figura di Minos, giudice degli inferi. Si narra che quando Biagio da Cesena si lamentò di questo avvenimento con il Papa, il pontefice rispose che la sua giurisdizione non si applicava all'inferno, e così il ritratto rimase incensurato.
In coincidenza con la morte di Michelangelo, venne emessa una legge per coprire i genitali e così Daniele da Volterra, coprì i genitali delle figure con delle specie di perizomi.
Quando l'opera venne restaurata nel 1993, i restauratori scelsero di non rimuovere i perizomi di Daniele; comunque, una copia fedele e senza censure dell'originale, di Marcello Venusti, è oggi a Napoli al Museo di Capodimonte.

Orari di apertura:

  • Marzo /Ottobre 08:45-16:45
  • Novembre/Febbraio 08:45-13:45
  • Chiuso la domenica (aperto l’ultima domenica del mese)

Prezzi:

  • Adulti 12.00€
  • Bambini 8.00€ sotto i 6 anni gratis (La Basilica di san Pietro e le Grotte hanno un loro prezzo individuale)
 
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