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L arte nel Medioevo
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La presenza veneziana sul cantiere della basilica di San Paolo fuori le Mura dovette tuttavia costringere a un compromesso stilistico; sulle parti superstiti del mosaico emerge ancora, difatti, lo stile tardo comneno, che privilegiava ancora la pesantezza dei contorni, elaborato però attraverso l‘espressionismo veneziano. Fu questo ibridismo a farsi stile locale, il quale trovò una sua prima manifestazione nella decorazione a mosaico della facciata di San Pietro promossa da papa Gregorio IX° dopo il 1227. (andato perduto) La vitalità, in ambito romano, dello stile che era stato inventato sul cantiere di San Paolo è dimostrato dagli affreschi della Cappella di San Silvestro nella chiesa dei Ss.Quattro Coronati, con le storie di Costantino e il papa Silvestro, realizzati entro il 1246, dal Cristo e dalle figure di apostoli sotto arcate al termine della navata sinistra della chiesa dei santi Giovanni e Paolo, del 1255, e degli apostoli rovinatissimi del Tempio di Romolo con le Storie di Maria Maddalena e di Maria Salomé.
Contrariamente a quanto era avvenuto nel secolo precedente, in cui si era creato un saldo legame stilistico tra pittura murale e pittura da cavalletto, lo stile derivato dal cantiere di San Paolo fuori le Mura non generò una parallela produzione di tavole.
Con il passaggio al nuovo secolo quella maniera, ancora legata ai modi di tanta pittura monumentale, sembra esaurirsi e il sintomo di questa fase si può collegare nella croce dipinta della chiesa dei santi Domenico e Sisto che rivela una tendenza a far propri modi specificatamente centro italiani, indefinitamente senesi o umbri, tali comunque da rivelare una situazione locale di grande incertezza. Non contribuisce a dissipare questo giudizio la croce di S.Alberto, nel quale emerge uno spiccato bizantinismo elaborato, a metà tra committenza greca ed esecuzione romana. Ne emerge comunque quella tendenza del gusto verso una forma pittorica di forte risalto plastico, costruito grazie alla modellazione del colore, che fu il dato carattere della rivoluzione espressionistica che venne posta in atto a partire dagli anni 70. Principi di base sui quali si avvierà il rinnovamento compositivo compiuto da Giotto. Dai modi del pittore toscano deriva la più parte del pittori attivi alle iniziative di restauro della Roma paleocristiana promosse da Niccolò III° tra il 1277 e il 1280. Fanno parte di questo gruppo di diretta committenza papale gli affreschi del Sancta Sanctorum, i frammenti di quelli perduti dell’atrio della basilica di San Pietro e quattro clipei con ritratti di pontefici della basilica di San Paolo salvatisi dall’incendio Ottocentesco. Ed è da questo fare solenne e intenso che ha origine la grande stagione delle pittura romana di fine 1200. Per Pietro Cavallini, il cui unico dato biografico certo rimane la data del 1308 del trasferimento a Napoli, l’idea di un esordio proprio sui ponteggi di S.Paolo risale già al Ghiberti e non è mai stata posta in dubbio malgrado la scomparsa delle opere a lui riferibili. Più incerta e discussa semmai la cronologia dei suoi lavori successivi che dovrebbero comunque scalarsi secondo un percorso che vede nel corso degli anni ’80 le storie mariane a mosaico di Santa Maria in Trastevere, in cui il pittore muove dai segni di un iniziale cimabuismo verso una sempre più calcata fusione del colore, per costruire forme dalla sapiente attenzione alle ragioni di una conquistata vitalità gotica.


 
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