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L arte nel Medioevo
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Storia dell' arte a Roma nel periodo Medievale

ARTE A ROMA NEL MEDIOEVO

Il secolo X° fu per Roma e per il Pontificato un periodo di crisi politica profonda, con un riflesso inevitabile sulla produzione artistica. Scarse se non assenti sono quindi le testimonianze pittoriche che si possono riferire a quel tempo, tali comunque da non contribuire a configurare la autonoma e compiuta esistenza, in quel momento, di uno stile locale. Per questa ragione risulta difficile spiegare come sia stato possibile che sul finire del secolo, negli anni tra il 973 e il 999, si sia verificato per l’iniziativa di un privato, un Piero Medico, un episodio di qualità come quello testimoniato dagli affreschi della Chiesa di S.Maria in Pallara (oggi S.Sebastiano al Palatino) nei quali già risiedono molti degli elementi che saranno caratteristici della pittura romana del secolo XI°. La decorazione del catino absidale, modellata sul mosaico paleocristiano dei Santi Cosma e Damiano rivela quella propensione antichizzante che, se era già una caratteristica della Roma del secolo IX°, avrebbe comunque costituito una delle componenti fondamentali della cultura pittorica della città tra l’XI° e il XII° secolo. L’affresco absidale di Santa Maria in Pallara, più che trovare una ragione al suo stile nella cultura pittorica dell’Italia settentrionale, può forse essere il sintomo di ciò che di nuovo quel periodo comunque significò per Roma sul piano degli stimoli a trovare il filo interrotto della continuità con il proprio passato, nella logica della rinascita dell’impero cristiano, ricalcato sui temi della vicenda costantiniana, che ebbe come protagonisti l’Imperatore Ottone III° e il pontefice Silvestro II°. Per questo la sola opera che gli si può porre in parallelo è il mosaico, oggi alle Grotte Vaticane, con il ‘Cristo in trono tra i santi Pietro e Paolo’ al di sopra della tomba dell’Imperatore Ottone II°, dunque prossimo, come esecuzione, all’anno della morte del sovrano, il 983. Con gli affreschi della chiesa di S.Urbano alla Caffarella, riferibile al 1011, quei caratteri appaiono oramai saldamente indirizzati verso quella che, di lì a poco, sarà una vera e propria maniera romana. L’ossequio alle fonti paleocristiane vi si esprime in uno stile in cui la grafia coloristica, sentita attraverso la lumeggiatura, e l’insistenza sui valori lineari divengono i momenti essenziali per la costruzione di una forma pittorica di ingenua efficacia comunicativa. I medesimi toni ricorrono negli affreschi dell’Oratorio di S.Gabriele Arcangelo sulla Via Appia Antica, ormai riferibili all’avanzata seconda metà del secolo. Nell’arco del secolo non tutto si risolve in questa direzione, come testimoniano le storie di San Benedetto replicante sulla parete laterale della basilica inferiore di San Crisogono intorno al 1057-58 che indicano, già nella dimensione iconografica, un legame con la cultura cassinese.


 
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