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Di notevole grandiosità fu sede pontificia, poi divenne dopo il 1870 residenza ufficiale dei reali d'Italia, e infine nel 1947 del Presidente della Repubblica. |
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Guida turistica
Storia dell'arte di Roma
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Pagina 2 di 5 La questione dei legami con l’ambiente cassinese è anche la base del dibattito critico relativo agli affreschi della chiesa superiore di San Clemente, con le storie del santo titolare e di S.Alessio. Se si ritrovano delle connessioni sul piano iconografico, sul piano stilistico gli affreschi si mostrano invece intrisi di un linearismo intensamente lirico che appare piuttosto come il risultato di un momento di grande fervore inventivo che, proprio per questo, lascerà un segno tangibile nella successiva pittura romana. I dipinti di San Clemente inaugurano, da parte della pittura romana, una stagione di vistosa attenzione alla sostanza archeologica del decoro che fa da cornice al contenuto narrativo dell’affresco. Sono testimoni di questo spirito nuovo gli affreschi di Santa Maria in Cosmedin, con le storie dei profeti Daniele ed Ezechiele, contrapposte sulle due pareti della navata, realizzata entro il 1123 e quelli provenienti dalla cripta di S.Nicola in Carcere ed oggi alla Pinacoteca Vaticana che vanno datati entro il 1128. Nel periodo di Innocenzo II° si registra a Roma una rinascita della decorazione a mosaico. Ne sono testimonianza le absidi della chiesa di San Clemente, di Santa Maria in Trastevere e di Santa Maria Nuova, la cui ornamentazione fu realizzata in sequenza, dal 1130 al 1161, da parte di una stessa bottega o comunque di un gruppo di lavoro unitario che, pur con differenze generazionali, ebbe in comune modelli e modi di fare. Il gruppo probabilmente proveniva dalla Campania, dove, tra il 1065 e il 1071 venne realizzato il mosaico absidale dell’Abbazia di Montecassino. La sostanziale estraneità alla tradizione romana di questi artisti è testimoniata dal fatto che con il mosaico di Santa Maria Nuova non solo scomparve ogni traccia della loro presenza ma si concluse anche quella breve e intensa stagione della pittura a mosaico. Del resto la seconda metà del secolo XII° fu per Roma un momento di crisi, politica prima ancora che artistica, visto che corrisponde al lungo periodo dello scontro del papato con Federico il Barbarossa. |
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