Prenota online e risparmia in tutta sicurezza! Ricerca gli hotel di Roma.
|
Piazza Navona è una delle più antiche e ricche di storia tra le piazze di Roma. La piazza deve la sua forma allungata alla costruzione originaria di uno stadio, qui realizzato dall'imperatore Domiziano. |
|
| Leggi tutto... |
Guida turistica
Storia dell'arte di Roma
Roma Barocca | Tutto a Roma |
| Annunci Roma |
| Ricerca di ostelli |
| I personaggi di Roma |
| Roma Barocca |
|
|
|
Pagina 1 di 2 Storia dell' arte a Roma, il Barocco a Roma ROMA BAROCCACon Paolo V° avviene il tentativo di unificare le tendenze artistiche affidando la supervisione di tutte le opere pubbliche a Giovan Battista Crescenzi, un nobile di buona cultura, coadiuvato in alcune imprese da Agostino Tassi, tristemente noto per la vicenda in cui coinvolse la giovane pittrice Artemisia Gentileschi. Un periodo che durò poco fino al pontificato di Urbano VII°, quando emerse l’estro nelle arti architettoniche da parte di Gian Lorenzo Bernini e di Pietro da Cortona nella pittura. Ma è anche il periodo dei collezionisti, che commissionano in base ai generi pittorici: dal paesaggio alla veduta, alla natura morta, alle scene di genere, al tema mitologico e allegorico. Una richiesta di lavori che portò molti artisti, italiani e stranieri, a trasferirsi a Roma. E in questo contesta che opera l’architetto lombardo Francesco Borromini, bravo, razionale ma introverso, a differenza di Gianlorenzo, eclettico ed estroverso, che direzionerà e determinerà in modo più incisivo il gusto romano. Nella scultura si distingue la sensibilità del bolognese Alessandro Algardi mentre nella pittura le figure evanescenti si rivelano con Andrea Sacchi, Salvator Rosa, Pier Francesco Mola e soprattutto con Carlo Maratta che sarà il punto di riferimento europeo nella prima metà del 1700. A determinare il passaggio alla scenografia barocca è l’arrivo a Roma del francese Guillaume Courtois, detto il Borgognone, che applica al tema pittorico l’idea berniniana dello spazio continuo, visibile nella stupefacente volta della Chiesa del Gesù, decorata dal Baciccia, e nella chiesa di S.Ignazio, realizzata da Andrea Pozzo. L’influsso francese è ormai evidente. Alla direzione dell’Accademia di San Luca nel 1670 è nominato Charles Le Brun e non a caso ciò coincide con il lavoro nelle chiese romane di artisti d’oltralpe, tra cui Pierre Legros, Jean Baptiste Théodon, Pierre Etienne Monnot. In questo periodo di stasi la pittura italiana si distingue con Maratta, allievo di Andrea Sacchi, discendente della scuola carracesca; con Giuseppe Ghezzi e Antonio Gherardi, che riprendono il colorismo veneto, che incide sul grandioso affresco di Chiesa Nuova realizzato in occasione dell’anno giubilare del 1700 al quale parteciparono Ghezzi, Daniele Seiter e Francesco Trevisani mentre nella decorazione della cupola emerge lo stile barocco di Pietro da Cortona. |
||||
| Pros. > |
|---|