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Costantino
Costantino fu portato alla ribalta dai soldati che, senza rispettare la tetrarchia, lo elessero imperatore. Ebbero così inizio ostilità che si conclusero solo sei anno dopo con la battaglia del Ponte Milvio (312), nella quale Costantino sconfisse definitivamente il suo rivale Massenzio.
Costantino fu l'autore di un grande evento, la proclamazione dell'Editto di Milano nel 313. Con esso l'Imperatore riconosceva a chiunque il pieno diritto di professare la religione cristiana e poneva ufficialmente termine alle persecuzioni. Altro evento importantissimo fu la costruzione di una nuova città: Costantinopoli.
Essa sorse sul Bosforo dove era l'antica colonia greca di Bisanzio e fu inaugurata con una grande festa nel 330, quando divenne la capitale orientale dell'Impero Romano.
Per quanto riguarda la politica, continuò la divisione già adottata da Diocleziano, mantenendo la suddivisione in quattro prefetture, sebbene egli fosse "Imperatore unico" avendo eliminato il collega Licinio.
Teodosio
Lo spagnolo Teodosio fu l'ultimo grande imperatore che tenne unito sotto un unico, effettivo comando, l'Impero Romano, prima della caduta dell'Impero Romano d'Occidente.
Cattolico convinto, combattè sia il paganesimo sia l'arianesimo; sotto di lui, l'accordo fra la Chiesa e lo Stato fu pieno e costante; né egli si ribellò alla punizione che Sant'Ambrogio, vescovo di Milano, gli inflisse, obbligandolo alla pubblica penitenza, perché si era macchiato della colpa passata alla storia col nome di "eccidio di Tessalonica".
Alla sua morte l'Impero venne diviso tra i suoi due figli: ad Onorio toccò l'Occidente e ad Arcadio l'Oriente, fu questa la fine del grande Impero Romano.
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