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Di notevole grandiosità fu sede pontificia, poi divenne dopo il 1870 residenza ufficiale dei reali d'Italia, e infine nel 1947 del Presidente della Repubblica. |
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Guida turistica
Storia di Roma antica
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Pagina 5 di 6 L’opera dei veneti comportò l’arrivo a Roma di una cultura affine a quella che sostanziava di sé la parte iniziale del grande pannello con l’Orazione nell’Orto di San Marco a Venezia. Il suo tratto più caratteristico è dato dalla ricerca nel mosaico di effetti di fusione di colori propri dell’affresco, al fine di esaltare il senso plastico delle forme, con uso di modelli desunti dal mondo bizantino ma improntati ormai da una ragione formale di ritrovata compostezza. La presenza veneziana sul cantiere della basilica di San Paolo fuori le Mura dovette tuttavia costringere a un compromesso stilistico; sulle parti superstiti del mosaico emerge ancora, difatti, lo stile tardo comneno, che privilegiava ancora la pesantezza dei contorni, elaborato però attraverso l‘espressionismo veneziano. Fu questo ibridismo a farsi stile locale, il quale trovò una sua prima manifestazione nella decorazione a mosaico della facciata di San Pietro promossa da papa Gregorio IX° dopo il 1227. (andato perduto) La vitalità, in ambito romano, dello stile che era stato inventato sul cantiere di San Paolo è dimostrato dagli affreschi della Cappella di San Silvestro nella chiesa dei Ss.Quattro Coronati, con le storie di Costantino e il papa Silvestro, realizzati entro il 1246, dal Cristo e dalle figure di apostoli sotto arcate al termine della navata sinistra della chiesa dei santi Giovanni e Paolo, del 1255, e degli apostoli rovinatissimi del Tempio di Romolo con le Storie di Maria Maddalena e di Maria Salomé. Contrariamente a quanto era avvenuto nel secolo precedente, in cui si era creato un saldo legame stilistico tra pittura murale e pittura da cavalletto, lo stile derivato dal cantiere di San Paolo fuori le Mura non generò una parallela produzione di tavole. Con il passaggio al nuovo secolo quella maniera, ancora legata ai modi di tanta pittura monumentale, sembra esaurirsi e il sintomo di questa fase si può collegare nella croce dipinta della chiesa dei santi Domenico e Sisto che rivela una tendenza a far propri modi specificatamente centro italiani, indefinitamente senesi o umbri, tali comunque da rivelare una situazione locale di grande incertezza. Non contribuisce a dissipare questo giudizio la croce di S.Alberto, nel quale emerge uno spiccato bizantinismo elaborato, a metà tra committenza greca ed esecuzione romana. |
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