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Pagina 1 di 6 Il Medioevo a Roma
Roma nel medioevo attraversa una dei periodi più brutti della sua storia e sicuramente il comune denominatore che unisce le varie fasi del lungo medioevo era la PAURA.
Ricordiamo che il Medioevo è il periodo storico che dura ben 10 secoli e va dalla Caduta dell’ impero romano d’ Occidente, nel 1476 alla scoperta dell’ America nel 1492.
Roma durante questo periodo cambia identità fino a divenire la Città delle Chiese e dei Cristiani, con il potere spirituale ma soprattutto temporale dei Papi.
A questo si era giunti attraverso dei secoli quantomeno bui che riuscirono a cancellare quasi del tutto le bellezze delle grande Roma repubblicana e imperiale.
Roma è si diventata Città Santa e meta di pellegrinaggi di migliaia di persone , ma allo stesso tempo era una città estremamente violenta e bellicosa, entro le sue mura ancor più che all’ esterno.
Sempre in questo periodo si assiste allo scempio della Gloria di Roma.
A incominciare dai Papi, passando per i nobili e arrivando alla plebe, tutti cercavano di depredare quanto di più bello Roma aveva lasciato.
I Papi, col desiderio di cancellare le tracce pagane e , soprattutto di appropriarsi delle bellezze e delle ricchezze che Roma fino ad allora aveva espresso, hanno fatto distruggere templi, statue e tutto ciò che non era Cristiano.
In Città la situazione è allo sbando totale.
Crollano le opere imperiali, sempre più trascurate; aumentano le inondazioni del Tevere e con esse le malattie, col peggiorare della situazione igienica.
Squadre di operai saccheggiano a più non posso: marmi, statue, e bronzi vengono fusi per ricavarne nuovi materiali o vengono trasformati in semplice calce quelle che erano bellissime statue di grandi artisti. Tutti rubano quanto possono col solo limite della potenza del ladro. Più è forte il ladro più riesce a rubare.
oltre agli stessi romani anche gli stranieri per anni hanno rubato, portando via alla città quanto di più bello l’ uomo avesse fino ad allora creato.
Carlo Magno, incoronato imperatore la notte di Natale del 800 ripartì per Aquisgrana con una carovana immensa di Carri ricolmi di statue, bronzi, colonne,, oggetti d’ arte, preziosi gioielli.
La popolazione sopravviveva, tra malattie e un’ immensa povertà, tra superstizioni e religione.
Sembrava una popolazione in attesa di qualcosa, senza speranza alcuna, che viveva in uno stato di coma vigile, tra droghe allucinogene che sedavano lo spirito e fiaccavano le poche forze rimaste.
Si campava degli orticelli e della piccola bottega con nulle possibilità di cambiare stato sociale e la situazione economica.
Le fogne ormai erano un lontano ricordo delle famose Cloache di Roma; per aria si respirava la puzza delle fogne a cielo aperto; le case erano misere e spesso costruite su appoggi di precedenti abitazioni romane; come sempre poi, a queste povere abitazioni facevano da contraltare le ricche dimore dei nobili e degli ecclesiastici.
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